#PERMISSIONINNOVATION: 7 STRUMENTI PER GESTIRE L’INNOVAZIONE TUTELANDO IL BRAND AZIENDALE

A differenza delle startup, le imprese possono avere difficoltà nel gestire innovazioni significative. Questo perché, anche se condotti a regola d’arte, prodotti e servizi particolarmente innovativi potrebbero danneggiare la loro immagine di fronte a clienti storici e a un audience qualificato. Questo problema spesso ostacola lo sviluppo di competenze e progetti innovativi, specialmente con l’affermarsi del modello Open Innovation. G2-Startups, acceleratore di impresa e socio di Italia Startup, da SMAU Milano (dove è presente allo stand E17), propone un piccolo vademecum sulle migliori tecniche per trasformare questo problema in opportunità.

Ecco 7 strumenti per gestire l’Open Innovation senza minare la reputazione.

1. Consenso Informato – Una regola aurea. Consiste nell’isolare momenti di sperimentazione, che possono svolgersi anche in momenti molto diversi tra loro e informali, specificando in modo preciso e trasparente che il cliente (o user) sta partecipando ad un progetto di sviluppo innovativo.

2. Innovation Pooling – Costituire un gruppo di clienti particolarmente innovativi e fidati, con cui condurre esperimenti garantendo loro anonimato e non interferenze nelle normali operations.

3. Collaborative Innovation tender – Prendendo spunto dall’Innovation Challenge delle piattaforme di Open Innovation, creiamo una landing page (anche anonima), in cui chiediamo a user innovativi di aiutarci nella finalizzazione del nostro prodotto-servizio in cambio di…

4. Innovation Sandbox – Prendendo spunto dal libro di Eric Ries, “The Sandbox” è uno dei metodi più diffusi per gestire sperimentazioni lean in aziende di piccole e grandi dimensioni. Il concetto è semplice: si creano spazi liberi e definiti nei quali i dipendenti e esterni possono interagire nello svolgimento di test o nello sviluppo di prodotto.

5. White label – La white label è forse uno degli strumenti più diffusi nella relazione tra grandi imprese e startup innovative. In questo modo è possibile anche compiere gli ultimi stadi di sviluppo e di debugging senza che il brand ne soffra.

6. X-brand – Parafrasando gli X-project di Google, si propongono dei brand specifici che possono essere gestiti in tutto o in parte dalla sezione Innovation dell’azienda. In questo modo si rafforza l’immagine innovativa dell’azienda, senza intralciare o danneggiare processi e brand esistenti.

7. Innovation co-branding – Non tutte le aziende sono refrattarie a farsi conoscere come innovatori o sognatori. Se abbiamo la fortuna di avere alcune di queste tra i nostri clienti, potremmo proporre loro, come reward per il loro contributo al nostro progetto, di lasciarci usare il loro brand e qualche estratto di interviste o recensioni.

G2-Startups si occupa anche di questo e ne parla allo Stand E17 di SMAU Milano. Saperne di più? Contatta G2-Startups all’indirizzo: info@g2-startups.com

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