Innovazione, quanto ci costi?

Le aziende hanno bisogno di minori tempi e costi di Ricerca & Sviluppo, in G2 abbiamo trovato il metodo per farlo

Quanto costa ad un’azienda aprire nuove relazioni con clienti e fornitori, proporre soluzioni concrete, co progettare in modo semplice, veloce e collaborativo, nuove soluzioni, rinnovare i processi tradizionali di vendita, affiancare soluzioni CRM esistenti per potenziarne l’impatto e la resa, proporsi in modo nuovo e creativo a nuovi mercati?

Per innovare come General Electric, Microsoft e altri marchi di multinazionali non è necessario disporre di moderni laboratori di ricerca, scienziati di primo livello e spendere milioni. L’innovazione, come diceva Edison, è composta da 1% di creatività e ispirazione, il restante 99% è fatica e sudore. E una settimana di tempo.

Quando si parla di applicare l’innovazione, può costituire un valore aggiunto applicare un metodo,

ordinato, lineare e misurabile, che consente di non sprecare tempo a seguire falsi indizi (falsi positivi) per concentrarsi su elementi, features, clienti e processi che si sa creeranno valore e fatturato in futuro.

Questo processo, già piuttosto noto negli studi sull’imprenditorialità, è definito con il termine di Bricolage e il Bricolage è da considerare uno dei tratti distintivi di un imprenditore nascente o conclamato.
Possiamo considerare Bricolage come l’output di un’attività d’invenzione tramite sperimentazione, accompagnata da un dialogo continuo con il cliente/utilizzatore, osservazione e interazione con il cliente/utilizzatore, già componente essenziale del Design Thinking.

Il risultato è, molto spesso, un tipo d’innovazione utilissima: quella che risolve un problema al cliente (presente o futuro), nota sotto il nome di outcome based innovation.
Solitamente Bricolage non viene considerata un’attività innovativa, perché non si nutre di brevetti, studi ufficiali. Non viene contabilizzata come spesa di Ricerca e Sviluppo. Non viene considerata una attività innovativa, in quanto non viene censita e misurata nelle statistiche ufficiali, eppure l’ innovation viene praticato regolarmente e con grande maestria da ogni imprenditore italiano.

Secondo il metodo applicato dai corsi di formazione e dai workshop della Linea Academy di G2-Startup,

l’osservazione e l’esperienza diretta sono fonti inesauribili d’ispirazione, ma per loro natura sono da considerare limitanti e molto focalizzati al presente vissuto.
In questo senso, la risposta è concepire una serie di azioni concordanti, logicamente connesse e mirate a sviluppare un cliente partendo da un’idea, un’intuizione, un’osservazione o semplicemente una chiacchierata con un fornitore.

La modalità passa dall’esperienza con imprenditori, managers, responsabili di vendita, commerciali, responsabili di prodotto o processo, di ampliare il proprio bagaglio professionale con tecniche e strumenti nuovi e molto efficaci, che permettono di massimizzare il bagaglio di conoscenze ed esperienze che possiedono.

Per esempio ideando attività di scouting e validazione rapida, da affiancare ai processi di miglioramento continuo già in essere, che permetteranno di relazionarsi in modo nuovo e professionale con colleghi e superiori.
Per rispondere alla domanda iniziale: una settimana di tempo può essere sufficiente per gettare il seme dell’innovazione.

In quell’arco di tempo è possibile valutare nuove idee mediante dati oggettivi, organizzare processi di valutazione rapida del valore innovativo e di mercato di un processo/prodotto/servizio.

Per informazioni: fabio@g2-startups.com

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