Gli investitori sono razionali?

Gli investitori sono razionali? A dare un’occhiata al mercato obbligazionario sembrerebbe di no. A novembre 2016, il rendimento delle obbligazioni “high yield” si attesta mediamente intorno al 6% circa a livello globale e sul 3,8% circa in Europa.

Per quanto riguarda le obbligazioni AAA a livello europeo, i rendimenti sono negativi fino a 7 anni, acquistano il segno “più” a partire da scadenze superiori all’ottavo anno per arrivare all’1% per le scadenze a 30 anni. Se consideriamo tutte le obbligazioni europee, incluse quelle con rating inferiori a AAA, la situazione non cambia di molto: si passa da un rendimento -0.52% a 3 mesi per arrivare ad un “ricco” 1.05% a 10 anni.

Cosa significano questi dati e come li dobbiamo interpretare? Ha senso investire in obbligazioni? Sono domande razionali che meritano risposte non emotive.

Partiamo da un presupposto. Una operazione di investimento si può definire tale se vi è una ragionevole aspettativa di riavere quanto investito, più un rendimento sull’investimento.

Nel caso specifico, l’investimento in obbligazioni si configura come una operazione di investimento? A ben vedere no, non ci sono i presupposti. Infatti, il capitale investito non è preservato, perché o è eroso dal rendimento negativo sulle scadenze sotto i 7 anni, oppure, per scadenze molto più lunghe, è esposto al forte rischio di perdite in conto capitale che si avranno quando i tassi di interesse risaliranno. Questa perdita in conto capitale è compensata dal rendimento ottenuto con gli interessi? Anche in questo caso la risposta è no, in quanto i tassi di interesse sono così bassi che mai potranno compensare le perdite attese in conto capitale che si verificheranno con la risalita dei tassi.

Viene allora da chiedersi: perché si continua ad investire in obbligazioni? La risposta va cercata al di fuori dell’ambito razionale. Gli investitori che mirano ad un rendimento “certo” continuano obtorto collo a comprare obbligazioni, ignari dei rischi. Non conoscendo altro, restano all’interno della loro zona di comfort, nonostante da un punto di vista razionale tale strategia non abbia alcun senso. Ma resta aperta la domanda: come investire diversamente i miei soldi? 

Completa la lettura dell’articolo di Massimiliano Gilardi sulla sua pagina Linkedin – Pulse

E veniamo quindi al mondo delle startup, che prima come Business Angel e poi come co-fondatore di G2 Startups, navigo ormai da qualche anno. Le startup sono rischiose? Ne parlerò alla “prossima puntata”.

[ssba]